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Ca' La Viola è un'antica casa colonica restaurata nel 1976 nel rispetto
della tradizione locale. Sono stati usati mattoni
fatti a mano e legno.
Accogliere
nella propria casa è come fare entrare il tuo prossimo
nella tua vita: con tante persone è come un discreto
esplorarsi a vicenda, un interrogarsi negli sguardi e nei silenzi
sulle relative fatiche di vivere.
Quando
poi la tua vita si fa parola, ti sembra di aver conosciuto quelle
persone da sempre; oltre a questo, la parola narrante e che si
fa ascoltare ha il magico potere di rallentare, di
moltiplicare il tempo, che è padrone della vita vissuta, ma
non di quella raccontata.
Agli
ospiti , oltre ad offrire, al loro arrivo, un bicchier d'acqua fresca e
una sedia, riti antichi dell'ospitare, piace inseguire la tua anima,
sentire il "genius loci" di quel territorio, rincorrere i
sapori, gli odori, gli umori che solo la tua terra può offrire; il tutto
filtrato dalla tua sensibilità.
Se
questo incontro avviene poi nella casa che abiti e nella quale ti
rispecchi, l'incontro diviene ancora più ricco: di quelle stanze, dove
hanno goduto e sofferto, riso e pianto le generazioni che si sono
avvicendate nel tempo, vivi una intensa energia vitale e la passi anche a
chi ti è intorno.
Ospitare
è accogliere il viaggiatore, ma il viaggio lo fai anche tu, dentro i
giardini e i deserti della tua anima e provi stupore alla scoperta di
risorse interiori non sapute. Sensazioni, passioni, immagini, che, se
riscoperte, cementano la tua identità e stai bene.
L'ospitalità
è un gioco potente delle relazioni umane, un gioco che ti prende la testa
e il cuore e rende sempre più forte e trasparente il rapporto fra il tu
che appare e il tu che sei. Evviva: un supplemento d'anima, la parola
parlata e ascoltata, un fare sinergico.
Anna Baffoni
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